Neri (HPE): reti, convergenze e IA come killer app per telco più redditizie

L’intervento di Antonio Neri, presidente e CEO di Hewlett Packard Enterprise al Mobile World Congress di Barcellona il 28 febbraio 2024.

Le reti si stanno modernizzando, le tecnologie di rete stanno convergendo, l’IA (Intelligenza Artificiale) sarà la “killer application. Sono queste le tre tendenze che Antonio Neri, presidente e CEO di Hewlett Packard Enterprise, ha descritto durante la sua partecipazione al recente Mobile World Congress di Barcellona il 28 febbraio 2024.

Il presidente ha riassunto tre tendenze che stanno convergendo, «con il potenziale di permettere alle telco di compiere progressi significativi rispetto a questi obiettivi».

Modernizzare la rete

Il primo passo verso la redditività e la riduzione dei costi operativi, spiega Neri, «è la modernizzazione della rete, passando da modelli di vecchia generazione, basati su sistemi proprietari, a piattaforme cloud-native aperte e automatizzate. Gli standard per il 5G sono stati progettati per consentire agli operatori di adottare queste piattaforme, con la possibilità di distribuire offerte nuove e innovative, basate sul 5G, più velocemente. Una rete efficiente e cloud-native darà agli operatori la possibilità di vendere servizi ad alto margine, come la connettività privata 5G. Inoltre, darà agli operatori l’opportunità di andare oltre la connettività e di passare a una rete IA-nativa per affrontare l’emergere dell’inferenza IA nell’Edge».

HPE ha promosso l’innovazione dall’Edge al cloud «collaborando con clienti e partner per realizzare soluzioni aperte che garantiscono efficienza, riducono i rischi e la complessità e sono a prova di futuro per i network, dal core, al RAN (Radio Access Network), all’edge».

Raggiungere una maggior efficienza a tutti i livelli della rete è inoltre fondamentale per le telco per migliorare la loro redditività: «Il nostro nuovo software HPE Telco Core Automation – ha aggiunto Neri – annunciato la scorsa settimana, utilizza la più recente tecnologia di IA per migliorare l’efficienza operativa e la reattività».

Con l’acquisizione di Juniper Networks, l’obiettivo di HPE sarà «affrontare le sfide dei clienti in modo ancora più efficace, integrando due delle organizzazioni più innovative e competenti nel settore del networking. I portfolio di Juniper e HPE sono complementari e insieme avremo l’opportunità di accelerare l’innovazione nel mercato delle telecomunicazioni e la capacità dei nostri clienti di modernizzare la rete».

«Ci saranno opportunità – ha concluso su questo primo punto il presidente HPE – di migliorare l’automazione e l’orchestrazione e di aggiungere il supporto per un maggior numero di funzioni di rete virtualizzate nel nostro portfolio di RAN e OSS (Operational Support Systems) aperti. Saranno disponibili anche nuovi modi per sfruttare l’AIOps nell’orchestrazione della rete, consentendo alle telco di virtualizzare e scalare l’infrastruttura per fornire nuovi servizi e ridurre i costi operativi».

Network convergenti

In definitiva, le tecnologie di rete stanno convergendo. I clienti e gli utenti finali richiedono una connettività universale, con velocità, sicurezza e funzionalità, ovunque si trovino. «Al Mobile World Congress dello scorso anno – ha proseguito Neri – abbiamo annunciato l’acquisizione di Athonet per dare a HPE uno dei portfolio privati 5G e Wi-Fi più completi. L’integrazione di Athonet nella nostra offerta sta migliorando la nostra capacità di fornire una serie completa di soluzioni che soddisfano le complesse esigenze di connettività dei clienti. Sono entusiasta di quanto potremo fare continuando a integrare le tecnologia di Athonet, e in futuro quella di Juniper, nel nostro portfolio HPE Aruba Networking. Sono certo che diventerà la norma distribuire Wi-Fi e 5G privato insieme e gestirli attraverso un unico pannello».

Neri non ha alcun dubbio «sul fatto che le tecnologie di rete convergeranno e che HPE avrà un ruolo fondamentale nell’aiutare le telco ad avere successo nell’era del 6G e oltre. Si va verso un futuro in cui tutto lo spettro sarà gestito in modo trasparente, attraverso una serie di tecnologie diverse in grado di preservare la qualità del servizio per le attività mission-critical».

L’IA consentirà di generare nuovi flussi di entrate

Da anni si dice che i veri vantaggi del 5G riguardino principalmente le aziende e non i consumatori. «Tuttavia – avverte ancora il presidente HPE – in pochi hanno rispettato questa previsione. I servizi di edge computing offerti tramite la rete 5G sono stati in passato considerati come nuovi flussi di entrate per le telco, ma non è mai arrivata una “killer application”. LIA potrebbe essere quella “killer app”: sarà l’applicazione ad alta intensità di calcolo e di rete di quest’epoca e potrebbe finalmente consentire alle telco di monetizzare i loro investimenti nel 5G».

Molti dei casi di business per l’inferenza dell’IA all’edge, avvisa Neri, «richiederanno una rete dedicata e una potenza di calcolo per l’inferenza dei dati più vicina all’utente finale o al dispositivo. Riportare tutti i dati nel cloud non è economico e la latenza diventa un problema per le prestazioni. Gli operatori Telco, con il loro patrimonio di data center distribuiti, sono ben strutturati per offrire una soluzione più competitiva rispetto ai fornitori di cloud hyperscale».

«HPE e Juniper dispongono di un portfolio unico per soddisfare queste opportunità insieme alle nostre offerte di rete telco ed enterprise, tra cui uno stack completo di data center per l’inferenza e l’addestramento IA, un’innovativa tecnologia AIOps e un’ampia gamma di servizi di cloud ibrido. Il nostro portfolio combinato, unito alla nostra esperienza, è in grado di cambiare le “carte in tavola”. L’hype per l’IA è tangibile. Sarà un cambiamento tecnologico senza precedenti e noi ci stiamo muovendo con coraggio per cogliere la transizione del mercato del networking».

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a cura di Redazione