Parker punta sull’idrogeno

Con la ferma convinzione che l’idrogeno rappresenti un elemento strategico nella futura transizione verso un’energia pulita ed ecosostenibile, Parker Hannifin sta investendo importanti risorse…

Con la ferma convinzione che l’idrogeno rappresenti un elemento strategico nella futura transizione verso un’energia pulita ed ecosostenibile, Parker Hannifin sta investendo importanti risorse nello sviluppo delle tecnologie di Motion & Control pienamente compatibili con questo nuovo vettore energetico. Ne abbiamo parlato con Matteo Ferrari, Area Market Manager Parker Hannifin Italy.

 

 

Puntare alla neutralità delle emissioni entro il 2040, cogliendo l’opportunità di accelerare la trasformazione energetica globale investendo sull’idrogeno è l’ambizioso obiettivo sui cui si sta focalizzando Parker Hannifin, colosso statunitense di riferimento nelle tecnologie di movimentazione e controllo con un fatturato di oltre 14 miliardi di dollari, un organico di 54mila dipendenti e un parco di più di 300 impianti di produzione. Le sue soluzioni trovano applicazione in diversi settori, dall’aerospaziale all’elettromeccanico, dal controllo della climatizzazione alla filtrazione, dalla manipolazione di fluidi e gas alla pneumatica, per citarne alcuni.

 

Riduzione delle emissioni entro il 2030

Un obiettivo piuttosto impegnativo realizzabile attraverso vari step, tra i quali la riduzione del 50% entro il 2030 delle emissioni dirette provenienti dalle operation e il taglio delle emissioni legate all’approvvigionamento del materiale, alla logistica e ai servizi del 15% entro il 2030 e di un ulteriore 25% entro i successivi dieci anni. Dunque, un percorso che incrocia sulla sua strada anche l’idrogeno verde, prodotto cioè da fonti rinnovabili, quale soluzione complementare ad altri vettori energetici per la decarbonizzazione di alcuni settori energivori.

 

Parker ha aderito al Hydrogen Council

L’impegno di Parker Hannifin in questo nuovo mercato dall’alto potenziale (stime di Goldman Sachs riferiscono che, da qui al 2050, il valore complessivo globale della filiera dell’idrogeno potrebbe aggirarsi intorno a 10 trilioni di euro, www.goldmansachs.com/insights/pages/gs-research/green-hydrogen/report.pdf) ha preso forza anche con l’annuncio, avvenuto nel mese di maggio dello scorso anno, della propria adesione all’Hydrogen Council. Si tratta di un’iniziativa globale guidata dai CEO di aziende leader allo scopo di utilizzare l’idrogeno per promuovere la transizione verso l’energia pulita, creando un futuro migliore e più resiliente. Istituito nel 2017 con 13 organizzazioni fondatrici, il Council è cresciuto rapidamente in una coalizione globale di oltre 100 membri, tra cui le principali imprese di energia, trasporti e industriali. Parker collaborerà per accelerare gli investimenti nello sviluppo e nella commercializzazione dei settori dell’idrogeno e delle celle a combustibile, cercando di incoraggiare gli stakeholder a riconoscere e sostenere questo vettore come parte chiave del futuro mix energetico pulito.

 

Sensibilità verso la sostenibilità ambientale

Matteo Ferrari
Matteo Ferrari, Area Market Manager di Parker Hannifin Italy

«Parker si è sempre contraddistinta per l’alta sensibilità verso la sostenibilità ambientale, da cui la scelta di porsi l’obiettivo di arrivare alla neutralità entro il 2040», esordisce Matteo Ferrari, Area Market Manager. «Rispetto a una decina d’anni fa abbiamo compiuto un bel passo in avanti, perché abbiamo ridotto del 42% l’intensità energetica (MWH/USD) e del 50% quella dei gas a effetto serra (MT/USD). Se poi pensiamo a come l’idrogeno sia considerato a livello europeo un vettore energetico chiave e imprescindibile per raggiungere l’obiettivo “zero emissioni” nel 2050, è ben comprensibile la sua importanza strategica da qui ai prossimi anni e l’impegno concreto di Parker sul tema».

 

 

 

Decarbonizzazione e idrogeno verde

L’idrogeno ha tutte le caratteristiche per permettere la decarbonizzazione di svariati settori, bruciandolo come combustibile fossile o utilizzandolo nelle fuel cell per generare energia elettrica e, oggi, siamo arrivati a un momento cardine. «I costi delle energie rinnovabili, punto chiave per la produzione di idrogeno verde, stanno continuando a scendere e si attende una sensibile diminuzione da qui al 2030 del Capex legato agli impianti di elettrolisi. Questi due fattori in combinazione con l’impegno dei governi e adeguate misure di supporto e stimolo possono permettere all’idrogeno verde il raggiungimento della competitività economica, puntando all’obiettivo finale di avere una estrazione totalmente neutra dal punto di vista emissivo».

 

Sostenere lo sviluppo della filiera dell’idrogeno

Parte della domanda, per sostenere lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, non va creata da zero. L’idrogeno è già utilizzato nell’industria petrolchimica, per esempio nella produzione di ammoniaca e metanolo, ma il problema è che gran parte dell’idrogeno attualmente utilizzato è quello che si definisce “idrogeno grigio” prodotto con il processo di steam methane reforming, che utilizza metano e che genera emissioni in atmosfera. È ipotizzabile la conversione dell’attuale produzione di idrogeno grigio in idrogeno blu (sempre prodotto con il processo di steam methane reforming ma con cattura della CO2) e poi in idrogeno verde.

«L’Idrogeno sta destando una grande attenzione mondiale anche perché potrebbe essere prodotto localmente dalle fonti rinnovabili presenti in un’area – si pensi a quella del Medio Oriente – per poi essere esportato in Paesi che saranno tra i maggiori consumatori quali Giappone, Corea del Sud ed Europa – continua Ferrari -. In questo senso vi sono differenti modalità di distribuzione che possono essere adottate in funzione del volume annuo e della distanza. I gasdotti potrebbero essere la soluzione per distanze fino a circa 3.000 km. Gasdotti che potrebbero essere quelli esistenti opportunamente modificati. Per esempio, per trasportare un mix che contenga il 10% di idrogeno potrebbero già essere idonei i gasdotti utilizzati attualmente per il metano. Per distanze superiori la soluzione più attrattiva è l’invio via nave dell’idrogeno dopo averlo convertito in ammoniaca, che potrà essere ritrasformata a destinazione».

 

Dalle applicazioni centralizzate al mondo dei trasporti

Tra i campi d’utilizzo di questo importante vettore energetico vi saranno inizialmente le applicazioni centralizzate come gli impianti petrolchimici, quelli di raffinazione dell’Oil & Gas, realtà che già utilizzano l’idrogeno per la produzione di ammoniaca e di metanolo, dove sarebbero possibili una generazione e un utilizzo localizzati.

Mezzi alimentati a idrogeno
Parker offre raccordi e valvole certificati per l’installazione su mezzi alimentati a idrogeno

«In questi ambiti già si utilizza H2 in forma grigia, dunque si potrebbe pensare di stimolare l’uso della versione blu e, sul lungo termine, di quella verde allo scopo di ridurre l’impatto ambientale – spiega Ferrari – In un secondo tempo ci si potrebbe rivolgere ad altri utilizzatori estremamente energivori come l’industria dell’acciaio, dell’alluminio, della ceramica o della carta, per esempio, per poi arrivare ad ambiti dove è necessaria una maggiore capillarità, come il trasporto pesante, cercando di localizzare la produzione e la distribuzione dell’idrogeno in aree e corridoi ben specifici, già identificati in diversi piani di sviluppo. Uno degli ultimi step sarebbe il trasporto leggero, dove l’idrogeno si confronterà con i veicoli a batteria».

L’esperienza accumulata da Parker in questo ambito è rilevante, avendo sviluppato prodotti per applicazioni di idrogeno sin dai tempi della corsa allo spazio. Oggi Parker può proporre soluzioni idonee al mercato dell’idrogeno e prodotti già certificati per un loro utilizzo con questo vettore.

 

La strategia di Parker nel futuro mercato dell’idrogeno

«Per il futuro, la nostra strategia sarà quella di supportare le aziende attive nel mercato dell’idrogeno attraverso il nostro know how tecnico e la nostra estesa gamma di prodotti e tecnologie che ci permettono di presentarci come un’one-stop-shop. Il nostro portfolio ci permette di supportare realtà lungo tutta la filiera. Solo per fornire qualche esempio, Parker può offrire raccordi e valvole appositamente certificati e idonei all’installazione su mezzi alimentati a idrogeno oppure tubazioni flessibili progettate e testate per l’uso nelle colonnine di rifornimento piuttosto che soluzione di filtraggio e trattamento acqua/gas fondamentali negli impianti di elettrolisi», prosegue Ferrari.

Parker tubazioni colonnine
Parker propone tubazioni flessibili progettate e testate per l’uso nelle colonnine di rifornimento

Proprio gli elettrolizzatori sono un segmento di mercato che dovrà crescere in maniera significativa se si considera il basso valore della capacità attualmente installata e il valore necessario a raggiungere i target che il mondo industriale si sta ponendo.

«Ci sono già tanti progetti per lo sviluppo d’impianti per l’elettrolisi che dovrebbero portare la capacità globale a 260 GW dai 0.3 GW attualmente installati. Ciò nonostante, sarà necessario un ulteriore, importante, sforzo considerando che la capacità stimata per raggiungere i target prefissati per il 2050 è di 5.000 GW. Tutto ciò può dare un’idea del potenziale di crescita di questo mercato», conclude Ferrari. Da qui l’importanza e il potenziale del business che ruota attorno all’idrogeno. Parker, in questo contesto, è pronta ad accompagnare l’intera industria verso questa nuova strategia energetica sostenibile, biocompatibile e risolutiva di molte problematiche oggi sempre più pressanti a livello di inquinamento ambientale e della relativa qualità di vita.

 

 

Nicoletta Buora e Flavio Della Muzia

calendar_month

a cura di Maria Bonaria Mereu