Robotica collaborativa e efficienza energetica

esa automation

Il tema della robotica collaborativa è e rimarrà attuale per diversi anni a venire. La ragione è semplice: il robot racchiude in sé i sogni, ma anche le paure delle persone. È indubbio che ciascuno di noi guardi con grande curiosità e interesse alla possibile evoluzione dei robot. Basti pensare che la ragione che spinse il Giappone a sviluppare i primi robot agli inizi degli anni 60, quando il Paese era in pieno boom industriale, fu il bisogno di mano d’opera e l’alternativa sarebbe stata incoraggiare una forte immigrazione dalla Corea e/o dalla Cina, cosa che i Giapponesi non erano propensi ad accettare.
Il mito delle fabbriche a luci spente e “abitate” solo da robot si è sciolto, per fortuna, come neve al sole e da ormai diversi anni si guarda all’evoluzione della robotica non solo nell’ambito industriale, ma soprattutto nei servizi. Basti pensare che il robot più diffuso al mondo è la mungitrice automatica, ma anche ai droni o agli sminatori. Il fatto che il robot possa e debba farsi carico invece e meglio dell’uomo di alcune attività pesanti, ripetitive e anche pericolose, non può che essere ben accetto da tutti, come potrebbe essere altrimenti? D’altra parte, la paura che i robot si possano un giorno sostituirsi a noi nella maggior parte delle nostre attività non può essere considerata positivamente. Da qui nasce il grande dibattito che riguarda i robot collaborativi, ovvero quei robot che non operano più chiusi in gabbie metalliche di protezione, ma che si trovano lungo le linee di produzione di fianco all’operatore con cui interagiscono in massima sicurezza. Questa è una grande rivoluzione che cambia completamente i paradigmi operativi e le regole di ingaggio dei robot.

Una nuova epoca per la robotica

Il cambiamento è talmente epocale da avere suggerito alla Commissione Giuridica del Parlamento Europeo di rilasciare una raccomandazione, lo scorso 12 gennaio, nella quale viene chiesto di emanare delle norme che regolamentino i robot identificandoli, per la prima volta, con il nome di “persone elettroniche”.
Un salto quantico nel riconoscimento del ruolo che hanno, o meglio potranno avere, nella nostra società. Non possiamo certamente affrontare in questo articolo tutti gli aspetti antropologici connessi con la grande evoluzione che ha riguardato i robot, ma ci interessa sottolineare quanta convergenza di tecnologie essi rappresentino. ESA Automation non rientra tra i fornitori di robot, ma grazie ai propri sistemi di interfaccia uomo-macchina (HMI) di fatto ha accumulato negli anni una significativa esperienza di interazione e comando di robot.
In questo caso parliamo soprattutto di bracci robotici, scara, ma anche di robot antropomorfi fortemente utilizzati lungo le linee di produzione. Se fino a poco tempo fa il settore leader per eccellenza era quello automobilistico soprattutto con robot di saldatura e verniciatura, negli ultimi anni la diffusione dei robot si è espansa rapidamente in molti altri settori industriali. Tra questi indubbiamente quello dell’imballaggio, da sempre uno degli ambiti più presidiati da ESA Automation e che trova nei costruttori italiani di macchine molti dei principali player a livello mondiale. Per questo ESA Automation non poteva chiamarsi fuori da questo ambito applicativo e quindi ha stretto un forte legame con Fanuc, riconosciuta fra i principali player della robotica mondiale, in grado di offrire il giusto robot per ciascun settore industriale. Di fatto ESA ha messo a punto il protocollo di comunicazione con i robot Fanuc rendendo possibile il controllo diretto delle azioni del robot tramite un semplice HMI. Infatti, grazie all’integrazione delle librerie Focas 2 all’interno dello Scada Crew, si ha la possibilità di accedere a qualsiasi parametro messo a disposizione dai controllori di Fanuc, installati anche su macchine tipo Robodrill e Roboshot. In questo modo non solo l’operatore può pilotare il robot, ma può monitorarne l’attività in tempo reale beneficiando di una valida interfaccia grafica. Ma l’impegno nei confronti della robotica da parte di ESA Automation non si ferma qui, infatti grazie alla nuova gamma di servosistemi è possibile proporre soluzioni in abbinamento a varie marche di robot offrendo una soluzione integrata altamente competitiva. L’evoluzione delle applicazioni di automazione richiede pacchetti completi che garantiscano al costruttore un’integrazione di prodotti e tecnologie.

Quando l’efficienza energetica è smart

Un altro tema che non può essere ignorato in un contesto nazionale di ricerca di efficienza energetica riguarda il risparmio energetico e quindi la misurazione e il controllo dei consumi elettrici. La misura è la condizione prima per potere agire in modo corretto e perseguire l’efficienza energetica. Senza avere una precisa conoscenza del livello di utilizzo delle singole macchine/linee e dei relativi consumi, non è possibile attuare strategie efficaci di risparmio.
Per questo è così importante dotare i vari reparti di smart meter in grado di fornire ai gateway i dati necessari alle successive elaborazioni e conseguenti decisioni. Non è inusuale scoprire che per esempio i consumi risultino maggiori quando la produzione diminuisce, perché le macchine e gli impianti non sono nelle condizioni di maggiore produttività.
Anche senza un energy manager in azienda, a condizione di dotarsi degli opportuni smart meter è possibile ottenere dei sensibili miglioramenti nei consumi energetici scoprendo che gli investimenti negli strumenti di misura e supervisione offrono un ritorno economico in un lasso di tempo contenuto. ESA è in grado di offrire smart meter adatti a ogni contesto installativo (con inserzione diretta fino a 64 A tramite trasformatori amperometrici o ancora a mezzo di sensori di Rogowski), oltre a permettere la trasmissione dei dati nelle modalità “cablate” più comuni (RS485 ed Ethernet) o in quelle “wireless” più innovative e performanti (RF868), offrendo infine una piattaforma software (già preinstallata nel proprio Data Manager) che consente un monitoraggio semplice, puntuale ed efficace. Da qui alla valutazione della gamma offerta da ESA Automation il passo è breve. Tra l’altro questi gateway garantiscono la salvaguardia dei dati in cloud, offrendo un’espandibilità di dati memorizzati senza limiti e profondamente sicuri.
La trasformazione in atto verso il digitale comporta una visione diversa sia dei reparti produttivi sia di quelli dedicati alla progettazione: per questo è importante mantenere un filo diretto con quei fornitori di tecnologia, come ESA Automation, in grado di proporre soluzioni che integrano competenze software e hardware che spaziano dalla raccolta e visualizzazione dei dati alla elaborazione e al controllo del moto. Integrazione e interconnessione sono le parole chiave che ci accompagneranno nei prossimi anni.

 

 

 

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