Viscardi: «Il valore della digitalizzazione»

Governo e istituzioni non devono mai lasciare sola alcuna organizzazione né alcun imprenditore, supportando la loro ripartenza e crescita: la digitalizzazione porta all’azienda un valore intangibile ma reale, che andrà poi riconosciuto nella valutazione dell’impresa anche a livello di patrimonializzazione.

di Gianluigi Viscardi *

La pandemia ha sicuramente segnato negativamente il 2020 ma ha evidenziato anche alcune opportunità, tra cui la necessità di affrontare un percorso di trasformazione digitale strutturato che ridisegni l’intero processo produttivo. La crisi ha accelerato l’affermazione delle tecnologie digitali come leva per rendere le imprese competitive e resilienti. Le realtà che avevano già iniziato il percorso di digitalizzazione, dotandosi di soluzioni digitali e di una struttura organizzativa adeguata a supportarle, hanno potuto rispondere meglio allo shock pandemico.

In questo contesto la sfida più importante è supportare le PMI. Il Governo deve operare in questa direzione, potenziando anche gli strumenti finanziari per migliorare la competitività delle imprese sui mercati. Governo e istituzioni non devono mai lasciare sola alcuna organizzazione né alcun imprenditore, supportando la loro ripartenza e crescita. La digitalizzazione porta all’azienda un valore intangibile ma reale, che andrà poi riconosciuto nella valutazione dell’impresa anche a livello di patrimonializzazione».

Certamente bisogna fare ancora molto per lo sviluppo digital del nostro manifatturiero. Credo che i più grandi ostacoli siano due: la cultura aziendale deve orientarsi verso un futuro sempre più digitale, con una ricaduta sulle competenze presenti nell’organizzazione; e le aziende devono ricevere un supporto reale sul mercato.

Spesso l’investimento in innovazione e tecnologie digitali è visto come non cruciale e troppo complesso da gestire, ma occorre comprendere l’importanza di sfruttare e anticipare questi cambiamenti. Allo stesso modo, bisogna evidenziare l’importanza della componente umana: non basta acquistare le tecnologie, bisogna investire nel personale e, in particolare, nei giovani, che dobbiamo considerare come una “tecnologia abilitante”.

Per quanto riguarda il mercato, spesso le imprese ricevono moltissime offerte di tecnologie, ma vanno supportate per fare combaciare fabbisogno e offerta. Alcune organizzazioni, in particolare PMI, non sempre comprendono quale sia il loro fabbisogno digitale e, per questo, è necessario orientarle verso soluzioni e approcci che creino realmente valore, in un percorso di trasformazione, coerente con l’ecosistema di innovazione digitale costituito da DIH, Competence Center e Cluster tecnologici.

* Gianluigi Viscardi nel 1982 ha fondato con i fratelli la Cosberg S.p.A., di cui è CEO. Attivamente impegnato nel mondo associazionistico, ricopre importanti ruoli in Confindustria, presidente del DIH Lombardia e del Consorzio Intellimech, dal 2020 è a capo del Coordinamento nazionale della rete dei DIH di Confindustria. È inoltre vicepresidente e componente del Comitato Tecnico-Scientifico del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente, dopo esserne stato presidente per due mandati (2015-2019).