Con PTC il SaaS nel futuro della progettazione

Jim Heppelman, presidente e CEO di PTC, spiega perché l’adozione della modalità SaaS in ambito di progettazione e sviluppo dei prodotti sia giunta a un punto di svolta e come la recente pandemia abbia accelerato questo fenomeno.

La recente emergenza sanitaria ha cambiato in modo radicale la nostra vita. Ciò che prima davamo per scontato, oggi ci sembra un lusso e abbiamo dovuto fare i conti con un numero di vittime che non si registrava dai tempi della seconda guerra mondiale. Nonostante le numerose conseguenze negative che ha portato con sé, la pandemia ha tuttavia generato nuove opportunità e il mondo del business ha dimostrato ancora una volta la propria capacità di resilienza e innovazione nell’adattarsi al “new normal”.

Abbiamo assistito a un’incredibile accelerazione dei progetti di digital transformation e le aziende stanno pensando in maniera sempre più convinta di affidarsi alle tecnologie SaaS (Software as a Service) per i processi di progettazione e sviluppo dei propri prodotti. Mentre per alcuni tipi di software, come i sistemi ERP e CRM, l’utilizzo della modalità SaaS è ormai consolidato, non è così per quanto riguarda gli strumenti dedicati all’ingegneria. Prima di formulare qualsiasi ipotesi su quando, e ancor prima se, la modalità SaaS si diffonderà anche nei settori CAD e PLM è bene cercare di comprendere il motivo per cui in questi ambiti non sia stata adottato prima. Due i fattori che appaiono evidenti.

Iniziamo con il dire che sia il CAD che il PLM devono gestire una mole di dati, grafica e complessità computazionale. Dev’esserci pure stato un motivo per cui sulle scrivanie degli ingegneri, per anni, hanno fatto bella mostra di sé workstation grafiche equipaggiate con grandi quantità di RAM, dotate delle più veloci CPU e delle migliori schede grafiche. E poi c’è la questione riguardante la tutela della proprietà intellettuale. Un file di progetto generato via CAD è talmente dettagliato e preciso al punto tale da consentire il passaggio diretto alla fase di produzione. È chiaro che, se tali dati venissero rubati, un concorrente potrebbe utilizzare il progetto per trarne un notevole vantaggio competitivo. Questa preoccupazione ha portato alla convinzione diffusa che gli storage locali fossero più sicuri del cloud.

Ebbene, qualsiasi computer si trovi su qualsiasi scrivania resterà sempre tale, ovvero non potrà mai migliorare le sue prestazioni finché non verrà sostituito o verrà fatto oggetto di un aggiornamento hardware. Al contrario in modalità SaaS la stessa postazione di lavoro risulterà sempre adeguata alle specifiche necessità del momento, perfino se dovessero essere richieste performance di un ordine di grandezza superiore. Per quanto riguarda la cybersecurity, negli ultimi anni la mentalità è cambiata: la maggior parte delle persone ritiene infatti che un ambiente cloud gestito professionalmente sia quasi sempre più sicuro di una rete aziendale locale. Ciò anche in virtù del fatto che le aziende che forniscono servizi cloud effettuano considerevoli investimenti nell’aggiornamento delle misure di sicurezza.

Ricapitolando, da un lato la mentalità nei confronti delle questioni legate alla sicurezza sta cambiando, dall’altro la tecnologia SaaS dimostra di essere una valida soluzione per ovviare alle problematiche riguardanti le prestazioni. Abbattute queste barriere, possiamo concentrarci ora sui benefici, tra cui la convenienza economica, la velocità di innovazione, la collaborazione, nonché la mobilità e la flessibilità che uno strumento SaaS è in grado di garantire a livello di risorse e forza lavoro.

La svolta nell’adozione del SaaS

Risolte le questioni riguardanti la sicurezza e le prestazioni, possiamo ben dire che l’adozione della modalità SaaS ha finalmente raggiunto un punto di svolta anche in ambito di progettazione dei prodotti. I sistemi SaaS sono già ampiamente diffusi in ambito educational, con tecnologie come Onshape e Google Docs, che si sono dimostrati dei validi alleati nel supportare la didattica a distanza.

La possibilità di lavorare su qualsiasi dispositivo in qualsiasi momento si traduce nella possibilità per gli studenti di lavorare sui loro progetti CAD indipendentemente da dove si trovino e da cosa stiano usando: ad esempio un PC o un ChromeBook quando sono a scuola, o uno smartphone o un MacBook quando sono a casa. Ciò è reso possibile dal fatto che le funzionalità software, così come i dati sempre aggiornati, non risiedono su alcuno dei dispositivi precedentemente citati.

Dal mio punto di vista, l’adozione del SaaS nell’ambito dell’istruzione è da attribuire principalmente a due motivi. Innanzitutto, gli studenti sono “nativi digitali”, soggetti dalla mentalità aperta e ciò permette loro di abbracciare prontamente le nuove tecnologie; in secondo luogo, le scuole non sono legate a requisiti così stringenti che, spesso, rappresentano per molte realtà un ostacolo al passaggio al cloud.

Insomma, i futuri lavoratori (gli studenti di oggi) si stanno già aprendo alla metodologia SaaS e ciò rappresenta un fattore di accelerazione, poiché essi porteranno la loro esperienza quando faranno il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Il SaaS si fa largo nelle PMI

Analogamente al mondo dell’istruzione, le start-up e le piccole imprese tendono generalmente ad essere meno vincolate ad una determinata tecnologia, in quanto sono più orientate verso tutto ciò che potrebbe apportare loro un vantaggio competitivo.

Nel mondo del software tipicamente accade che una tecnologia, dopo un iniziale interesse da parte dalle piccole aziende, inizi poi a suscitare l’interesse delle aziende medie. Quindi, dopo qualche anno, sono le grandi aziende a manifestare la loro attenzione e questo è esattamente ciò a cui ora stiamo assistendo ora.

Una ricerca condotta da PTC restituisce un quadro abbastanza chiaro delle prospettive future della tecnologia Saas nel mondo della progettazione. Da un sondaggio condotto su un campione di 150 figure apicali che in azienda si occupano di progettazione, produzione e gestione del ciclo di vita del prodotto, è emerso che il 91% sta prendendo in seria considerazione l’adozione del SaaS per quanto riguarda il CAD e il 90% per il PLM! Questi risultati rappresentano un cambiamento di mentalità epocale e di sicuro la pandemia ha fatto da acceleratore.

Questo nuovo scenario ha portato PTC ad acquisire Arena, la soluzione SaaS PLM di vertice nel settore. CAD e PLM vanno di pari passo. Più il CAD è efficiente, più le aziende necessitano del PLM e ciò rende necessaria la loro integrazione. Quindi se il CAD è in modalità SaaS, lo stesso deve essere per il PLM, al fine di disporre di una soluzione completa e perfettamente integrata.

Un approccio a lungo termine

Nei prossimi 19 anni il SaaS è destinato a diventare la più diffusa modalità di utilizzo dei software di progettazione e di sviluppo del prodotto. Sappiamo che i nostri clienti che usano Creo e Windchill vorrebbero sfruttare appieno le potenzialità SaaS, ma sappiamo anche che essi hanno delle comprensibili difficoltà ad abbandonare le soluzioni che attualmente utilizzano. È questo il motivo per cui è fondamentale disporre di due diverse suite di applicazioni SaaS: la prima per offrire opportunità uniche e impareggiabili in termini di innovazione, la seconda per introdurre il SaaS quale elemento di compatibilità nelle successive versioni di Creo e Windchill.

La strategia di PTC è quella di offrire i vantaggi del SaaS senza modificare la modalità di utilizzo delle attuali soluzioni. La compatibilità futura rappresenterà per noi un vantaggio competitivo, così come la continuità della user experience. Il SaaS è finalmente giunto al suo punto di svolta anche in ambito di design e progettazione del prodotto, in tutto il mondo. Chi sposerà questi concetti e li utilizzerà nel modo più appropriato sarà in grado di dar vita a nuovi prodotti in modo più veloce e smart di quanto abbia mai fatto prima.

Redazione
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