Festo incontra Siemens grazie a MindSphere

Festo incontra Siemens grazie a MindSphere

Un sistema cloud-based per mettere in rete informazioni utili a far crescere la cultura digitale.

Festo incontra Siemens, in un ambiente 4.0. Avviene grazie alla piattaforma MindSphere, un ecosistema digitale creato da Siemens e messo a disposizione di moltissimi player dell’automazione industriale per condividere dati e performance, una base imprescindibile per una convivenza con l’obiettivo di determinare nuovi business e nuove forme di collaborazione. Oltre a Festo, altri importanti brand dell’automazione industriale italiana hanno aderito all’associazione MindSphere World Italy, la seconda nata dopo la capostipite tedesca. Lo scopo è di promuovere l’ambiente mindsphere, la cultura dei sistemi operativi cloud-based nell’industria italiana e raccogliere le necessità degli utenti mindsphere associati per proporre modifiche o sviluppi futuri allineati alle necessità del nostro mercato.

Significativa, a tal proposito, il target degli aderenti, dalle università ai partner industriali, dalle start-up innovative ai costruttori di macchine più importanti, tutti con un unico denominatore comune: accrescere la loro competitività ed aprire nuovi mercati nella cosiddetta digital economy. Un progetto, quello a cui Festo ha aderito come socio fondatore in Germania, che ha risvolti molto importanti nell’ottica di una crescita complessiva del settore e che, nella speranza dei coordinatori, vuole estendersi a livello globale. L’adesione allo sviluppo italiano di MindSphere è per Festo Italia un passaggio piacevolmente obbligato in quanto, da un lato naturale conseguenza della lungimirante scelta a monte tra le Case Madri, dall’altro opportunità di svilupparne con i partner l’ingresso e la crescita nel nostro Paese sulla base delle opportunità raccolte e previste nella filiera produttiva.

Esiste certamente, nell’adozione di una tecnologia così innovativa, il naturale meccanismo di valutazione di cosa comporti la condivisione dei dati essenziali al suo funzionamento, anche alla luce delle dinamiche di discussione in corso sul tema; in questo frangente due elementi consentono una rapida rappresentazione: la tecnologia che rende possibile separare in diversi canali differenti livelli di condivisione e, ancor più, la certezza che il dato, in quanto tale, costituisce poco valore aggiunto se non opportunamente trattato, interpretato e rappresentato nel servizio che deve offrire. Ed è esattamente su questo ultimo aspetto che Festo vede le potenzialità di innescare opportunità di business addizionali nell’ambito della servitizzazione. Non si tratta necessariamente di una sostituzione ma, con più realistica considerazione, di un’integrazione in parallelo ai consolidati e solidi modelli basati sugli scambi di asset fisici. La combinazione dei due (asset fisico e servizio), su livelli più spinti di performance, genera oggi una grande occasione di salti in produttività per l’intera manifattura con le apprezzate implicazioni da parte di ogni realtà imprenditoriale che deve massimizzare i propri ritorni sugli investimenti.

Un esempio del possibile utilizzo di MindSphere da parte di un player come Festo, è quello che le due multinazionali tedesche hanno messo in mostra durante la recente edizione di SPS, presso lo stand di Siemens. Si tratta in sostanza di un collegamento tra E2M, il modulo Festo per l’efficienza energetica con intelligenza integrata, e Mindsphere. I dati prodotti dall’E2M vengono trasferiti su Mindsphere e appaiono subito disponibili su cloud grazie a una dashboard che li legge e li interpreta. Velocità di trasmissione dei dati, capacità di processare le informazioni, fruibilità e abilità nell’intervento di modifica sul funzionamento del dispositivo sono alcuni dei benefit resi evidenti dalla dimostrazione.