Caracol e Roboze per applicazioni estreme 3D

caracol sceglie roboze

Caracol Factory, dipartimento di Caracol Studio dedicato al service di prototipazione e produzione con le più sofisticate tecnologie di additive manufaturing, sceglie Roboze per rispondere alla emergente richiesta di parti finite in materiali con alte prestazioni.

Le due società hanno già trovato sinergia nella realizzazione di una flangia di interfaccia customizzata ad hoc in Carbon PA, poliammide caricata con fibra di carbonio, per una specifica applicazione di movimentazione di materiali morbidi, ottenuta grazie al lavoro combinato tra un sistema pneumatico di presa ed un sistema robotico a 6 assi, progettata e prodotta da Caracol Studio. Il componente è stato progettato digitalmente e prodotto con la stampante 3D Roboze One per rispondere alle esigenze del cliente nel miglior modo possibile, realizzando il design sulla base delle forze in gioco, del materiale richiesto e della tecnica di produzione prevista, in funzione di mantenere il minor peso possibile.

A oggi, l’unica tecnologia di fabbricazione in grado di rispondere a questa particolare necessità, richiesta da un mercato, sempre più dinamico ed esigente, è la stampa 3D. Il progetto richiedeva tra l’altro l’utilizzo di un materiale meccanicamente performante: la scelta è ricaduta appunto sul Carbon PA, un filamento in poliammide additivato in fibra di carbonio. Questo approccio, oltre ad essere più economico rispetto al tradizionale, ha permesso al cliente di ricevere un pezzo completamente funzionale dal design contemporaneo ed accattivante, studiato e creato appositamente per la lavorazione non-standard richiesta, ampiamente più leggero ed in grado quindi di aumentare la velocità di lavorazione del robot, e quindi la produttività generale. Un altro modo per farlo non esiste.

Questo della flangia è solo un piccolo esempio: la progettazione e la produzione di componenti custom si può declinare in moltissimi ambiti, che siano industriali o di automazione, sostituendo quelle tecniche e quei materiali ormai obsoleti che oltre ad avere un insostenibile impatto ambientale, risultano pesanti, sovradimensionati e perciò più costosi, nonché antiestetici e difficilmente adattabili per lavorazioni specifiche.