Più sicuri usando la realtà aumentata

Con il progetto SISOM, Inail ha concepito una soluzione per guidare l’operatore durante le attività manutentive su una macchina attraverso l’assistente personale interattivo, che consente di accedere ai contenuti della realtà aumentata

 

di L. Di Donato, A. Ferraro, L. De Angelis, G. Simoncelli – Inail

 

In linea con le strategie governative che l’Italia sta attuando al fine della promozione dell’innovazione nel settore industriale, Inail sta fornendo un contributo significativo alla crescita e alla competitività nel settore manifatturiero finanziando prodotti e servizi di ricerca di alto valore tecnologico, che integrino i processi produttivi con sistemi di sicurezza adeguati al modello della “fabbrica intelligente”.

In tal senso l’Istituto ha sostenuto progetti e reti nazionali e internazionali, definendo una sinergia dei ricercatori Inail con università, enti pubblici e associazioni di categoria orientata allo sviluppo, alla produzione e all’utilizzazione industriale dei risultati della ricerca. Anche nel quadro di Industria 4.0, uno degli obiettivi prevalenti della ricerca pubblica è quello di affiancare e integrare la norma attraverso la sperimentazione, atta a indagare e risolvere le problematiche emergenti dall’integrazione delle tecnologie abilitanti nella produzione, fornendo soluzioni adeguate alle nuove criticità che minacciano la salute e la sicurezza del lavoratore. Nel contesto delle attività sperimentali il “Laboratorio macchine e attrezzature di lavoro” del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche (DIT) ha assunto la responsabilità scientifica nell’ambito del progetto SISOM (Sistemi Intelligenti Sicurezza Operatore Macchina) in collaborazione con le Università di Parma, Pisa, Genova e Reggio Calabria, realizzando un sistema intelligente.

SISOM è progettato per guidare l’operatore durante le attività manutentive su una macchina attraverso l’assistente personale interattivo Sophos-MS che, integrato a dispositivi mobili (tablet, smartphone, occhiali ed elmetti con visore 3D), consente di accedere ai contenuti della realtà aumentata. L’Augmented Reality indirizza il lavoratore a condotte conformi alle corrette procedure, mitigando le situazioni di rischio connesse a comportamenti volontari e involontari, derivanti dall’interazione uomo-macchina negli impianti industriali.

Il dispositivo, tramite l’app SISOM, riconosce il tag (etichetta) installato sulla macchina e innesca il sottosistema di voice manager, che processa la richiesta dell’utente attraverso i meccanismi di interazione vocale, convertendo sia la richiesta vocale in testo sia le risposte testuali in forma vocale. Una volta processata, la richiesta è indirizzata al search manager nel quale sono implementate le funzioni necessarie per elaborarne i contenuti di riscontro. A seguire queste sono inviate al server, parte di un’architettura che include le componenti necessarie per analizzare e gestire le richieste trasmesse dal search manager. Le funzioni di ricerca sono state implementate all’interno del motore di ricerca Lucene, una soluzione open source.

SISOM è uno strumento intelligente, pensato per garantire un’esperienza agile della sicurezza, disegnando un processo esportabile e trasferibile in diverse realtà. In particolar modo, la sperimentazione tecnica del sistema è stata avviata nel settore agroalimentare, dove l’incidenza di infortunio mantiene un tasso elevato e l’errore umano è altamente frequente. In tale contesto una considerevole percentuale di lavoratori ha ritmi di occupazione stagionale, forme contrattuali di natura occasionale o periodica che mal si armonizzano con uno sviluppo formativo costante. Questo tipo di lavoratori spesso cambia il contesto occupazionale e di conseguenza la necessità formativa.

SISOM è dunque una soluzione di apprendimento emergente, on the jobs e può essere utilizzata come parte integrante di un sistema formativo concretizzando, attraverso la tecnologia AR, una proposta di addestramento moderna e a rischio ridotto per il lavoratore che l’approcci. Nel contempo è in sé un’integrazione potenziale al sistema sicurezza che accompagna il lavoratore a gestire paradigmi di criticità e imprevedibilità supportato dalla tecnologia. Tale soluzione di apprendimento è stata testata su alcuni studenti selezionati privi di competenze tecniche in tale ambito (macchinario e strumento SISOM). Nello specifico, la prova è stata condotta dividendoli in due gruppi e formandoli e addestrandoli a un’operazione di manutenzione ordinaria, uno in modo tradizionale e l’altro con SISOM. Essi, pur non rappresentando un campione di popolazione statistica, hanno evidenziato che le operazioni eseguite utilizzando il metodo innovativo venivano svolte sia in minore tempo che con un minore numero di errori di procedura.

Il tema della privacy

L’utilizzo stesso di tale sistema presuppone evidentemente dotazioni tecniche tracciabili che determinano necessariamente l’identificazione e il monitoraggio dell’operatore durante lo svolgimento delle attività produttive. Di qui la questione, ampiamente dibattuta in dottrina e giurisprudenza, del corretto esercizio e dei limiti del potere del datore di lavoro nel controllo a distanza dei lavoratori che utilizzano attrezzature tecnologiche (art. 4 dello Statuto dei Lavoratori legge 300/1970 così come novellato dall’art. 23 del Decreto legislativo 151/201), nel rispetto della dignità e della libertà del lavoratore stesso (Decreto legislativo 196/2003). In tal senso, la nuova formulazione dell’art. 4 comma 1 dello Statuto subordina l’installazione di apparecchiature dalle quali possa derivare la possibilità di controllo a distanza dell’attività lavorativa, i cosiddetti strumenti di controllo preterintenzionale, alla presenza di specifiche esigenze: organizzative, produttive, sicurezza del lavoro e tutela del patrimonio aziendale. Tale installazione avviene previa autorizzazione contenuta in un contratto collettivo o in un provvedimento amministrativo.

La vera novità della riforma riguarda il comma 2 dell’art. 4, che esclude le autorizzazioni di cui sopra qualora le apparecchiature tecnologiche siano utilizzate dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e per la registrazione degli accessi e delle presenze. La criticità, dunque, sta nella difficoltà di stabilire se il controllo a distanza sull’attività espletata mediante uno specifico strumento coinvolto nel processo produttivo (per esempio sistema SISOM), ricada nel campo di applicazione del comma primo, ovvero del comma secondo dell’art. 4.

Anche a tale riguardo, SISOM vedrà un suo upgrade nel progetto di prossimo avvio Artemys che testerà l’utilizzo, da parte dei lavoratori, di tecnologie smart integrate con il sistema informativo aziendale e soprattutto con le macchine e loro insiemi, per abilitarne/disabilitarne alcune operazioni. Pertanto, nell’attività di ricerca è prevista la sperimentazione di soluzioni tecniche utile a fornire linee di indirizzo che bilancino il diritto alla privacy (alla luce del nuovo Regolamento europeo 2016/679 UE) del lavoratore e le esigenze organizzative aziendali.

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La redazione di The Next Factory
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