Innovare nella robotica all’Università di Bologna

La robotica ha visto in questi ultimi anni un notevole sviluppo, che ha portato i robot a una sempre maggior presenza, sia nell’usuale ambito industriale, sia in ambito domestico o di servizio. In questa prospettiva, va aumentando la domanda di robot dall’architettura flessibile e riconfigurabile, che possano essere smontati, trasportati e messi in opera con relativa facilità, dei quali si possa cambiare l’architettura, ad esempio aggiungendo, togliendo o spostando attuatori.

In questo scenario, si è inserita la ricerca sulla robotica a cavi, che dai primi prototipi della fine degli anni Ottanta ha visto un interesse accademico crescente, transitato di recente in campo industriale. I robot a cavi o CDPR (Cable-Driven Parallel Robots) sono macchine ad architettura parallela il cui organo terminale (end-effector) non è accoppiato al telaio mediante membri rigidi, bensì attraverso cavi che possono essere avvolti e svolti su tamburi motorizzati: in pratica, i CDPR funzionano alla stregua di gru a molti gradi di libertà e quindi con un’elevata versatilità di movimento.

I robot a cavi, grazie al proprio peculiare design, potenziano alcuni tradizionali vantaggi dei robot ad architettura parallela, quali alta velocità di movimento, peso ridotto, possibilità di usare attuatori più piccoli ed economici; inoltre, i CDPR introducono vantaggi specifici, quali la facilità di trasporto e riconfigurazione, i costi ridotti grazie alla semplicità dei componenti e la possibilità di operare in uno spazio di lavoro molto ampio, usando cavi sufficientemente lunghi. Questo punto, in particolare, è di particolare interesse per il mondo industriale: i CDPR sono stati proposti per operazioni su strutture grandi o molto grandi, come aerei, navi, hangar, porti, stadi e così via.

Il GRAB (Gruppo di Robotica, Automazione e Biomeccanica) del Dipartimento d’Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna è da tempo impegnato nella ricerca sui robot a cavi, con numerose pubblicazioni all’attivo, collaborazioni con aziende e centri di ricerca, nazionali e internazionali, e sviluppo di prototipi. In questo campo, nell’ambito del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) No. 20124SMZ88, è stata ultimata con successo la progettazione, sviluppo e costruzione di un robot riconfigurabile a 8 cavi, per testare le numerose idee sviluppate.

Bonfiglioli è orgogliosa di aver contribuito alla realizzazione del CDPR nel prototipo sviluppato dal Dipartimento dell’Università di Bologna, su cui sono stati infatti montati 8 riduttori di precisione monostadio MP080 che l’azienda emiliana ha dimensionato e selezionato in collaborazione con il team di ricerca del progetto.

Oggi, aumenta sempre di più la domanda di robot dall’architettura flessibile e riconfigurabile, che possano essere smontati, trasportati e messi in opera con relativa facilità, dei quali si possa cambiare l’architettura, ad esempio aggiungendo, togliendo o spostando attuatori. Ed è in questo scenario, che si è inserita la ricerca sulla robotica a cavi del Dipartimento con la partecipazione del gruppo Bonfiglioli, la cui collaborazione con università e centri di ricerca non è nuova: da sempre l’impresa bolognese coglie con entusiasmo ogni opportunità di contribuire allo sviluppo di soluzione innovative e di lavorare con giovani menti brillanti. Ulteriori dettagli sul sito ufficiale.