Una roadmap personalizzata per l’Industria 4.0 da Cisco

Michele Dalmazzoni durante il suo intervento

Dal Digital Experience Center di Cisco Italia la prova sul campo di come passare a una piena Industria 4.0 con una roadmap per implementare tecnologie e servizi

Cisco Italia
Cisco Italia ha avviato il piano Digitaliani, collaborazione con il governo italiano per accelerare la digitalizzazione nel nostro Paese

Il concetto di Industria 4.0 è ormai sulla bocca di tutti, ma come implementarla in modo efficace nelle aziende manifatturiere?
Un esempio in tal senso è stato discusso al Digital Experience Center di Cisco Italia a Vimercate (MB) da Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry 4.0 Sales Leader, e Matteo Masi, Digital Transformation Sales Specialist. Presentata in occasione dell’evento la cosiddetta via italiana all’Industry 4.0 o, come dicono negli Stati Uniti, alla “Smart Industry” nella sua evoluzione, che necessita sempre più di una vera e propria roadmap a più livelli.
Dalmazzoni ha anzitutto inquadrato il discorso più in generale nella progressiva digitalizzazione e il suo impatto industriale («È importante focalizzare bene il tema, perché gli esempi di cui più si parla come Uber o Airbnb non hanno a che fare con l’Industria 4.0») verso una maggior profittualità, margini più ampi e un più stretto legame con il cliente. I trend tecnologici cambiano sempre più velocemente e, come ognuno di noi può verificare quotidianamente, con sviluppi che coinvolgono i campi più disparati, da quelli socio-economici a quelli cultural-organizzativi. Anche se si parte principalmente dall’innovazione dei maggiori modelli di business, si hanno infatti innumerevoli ricadute nella customer satisfaction e nel rapporto delle aziende con i propri dipendenti. Da qui i confini compartimentali che saltano e il bisogno ineludibile di approcci interdisciplinari, con l’integrazione di tecnologie informatiche e operative (IT e OT) dai contorni sempre più sfumati in un’unica Enterprise Technology: ormai un dato dev’essere accessibile a tutti i comparti aziendali, il che pone questioni non solo di sicurezza ma anche di management oculato.

Michele Dalmazzoni Cisco
Michele Dalmazzoni durante il suo intervento

Per tutto questo, Cisco Italia ha avviato da oltre un anno il piano Digitaliani, collaborazione con il governo italiano per accelerare la digitalizzazione nel nostro Paese, affrontando gli snodi chiave: competenze, sviluppo dell’ecosistema di innovazione, digitalizzazione nei settori produttivi chiave del Made in Italy e nella Pubblica Amministrazione, adeguamento di infrastrutture strategiche come trasporti e utility. L’azienda sta lavorando concretamente in ciascuno di questi ambiti, affiancando imprese, amministrazioni e persone nel nuovo scenario che emerge con forza dall’evoluzione delle tecnologie. L’interconnessione di persone, processi, dati e oggetti che conosciamo raggiungerà livelli ancora superiori, aprendo possibilità inesplorate d’innovazione e trasformazione nei processi aziendali, ma anche nelle comunità in cui viviamo, nell’educazione e negli strumenti per le sfide socio-economiche e ambientali. Le reti saranno sempre più intelligenti, aperte e capaci di assorbire la complessità tecnologica dall’interconnessione fra decine di miliardi di elementi, naturalmente garantendo sicurezza, flessibilità e accesso.
Cisco lavora concretamente per far sì che le aziende italiane trovino un loro percorso specifico verso la digitalizzazione che tenga conto, pur senza aderirvi passivamente, dei modelli di successo in altri Paesi. Grazie al digitale, le aziende italiane di ogni dimensione hanno l’opportunità di proiettare la loro riconosciuta eccellenza (compresa quella artigianale) su mercati più ampi.
Nella frammentazione dello sviluppo storico, le reti di fabbrica sono nate per accumulazione progressiva di soluzioni verticali spesso proprietarie, che quindi oggi difficilmente sono predisposte a parlarsi. L’approccio adottato da Cisco con clienti italiani che hanno intrapreso la via della digital transformation, coronato da successo, è quello personalizzato. Come ha spiegato Dalmazzoni, una volta analizzate le esigenze di business va creata una roadmap di 2-3 anni che consente l’adozione graduale delle tecnologie abilitanti: «Forte in Connected Assets come Connected R&D, Connected Factory, Supply Chain Security & Visibility e Connected Customer, Cisco si pone come catalizzatore di un ecosistema di partner che coprano tutti gli altri ambiti».

Referenze di qualità

Competenze di rete (perfino ovvie, visto che l’azienda s’identifica con la storia del networking e offre soluzioni ad hoc per quello industriale), capacità di portare la digitalizzazione a livello globale e un approccio in partnership con i nomi più importanti dell’automazione industriale hanno permesso a Cisco Italia di sviluppare con ottimi risultati progetti con marchi orgoglio del Made in Italy in campi molto diversi fra loro ma tutte di eccellenza: Dallara, Marcegaglia, Fluid-o-Tech, FCA, 1177, Aia, La Marzocco, Inpeco.
Come esempio concreto di queste best practice, è intervenuto Ivan Basso, ICT Manager di Fluid-o-Tech di Corsico (MI), azienda specializzata in pompe e ingranaggi meccanici per aeronautica, ma anche nei settori automotive, tessile e beverage ad altissimo tasso di ricerca e innovazione tecnologica. La vera comprensione dei vantaggi della digitalizzazione, ha raccontato Basso, è avvenuta con la postazione di lavoro paperless per gli operatori di macchina e in ogni iniziativa si sono rivelati cruciali (in positivo ma anche in negativo) l’integrazione e lo scambio di dati con produttori d’impianti e centri di lavoro: segno che resta molto ancora da lavorare.

Fluid-o-Tech Ivan Basso
La presentazione Fluid-o-Tech di Ivan Basso

L’intervento di Valentina Balzano, Technology Presenter di Cisco, in conference call da Londra ha reso plasticamente i concetti della Connected Factory attraverso animazioni e presentazioni virtuali, seguite poco più tardi da una efficace demo della soluzione Cisco Spark Board, dispositivo wireless usato quotidianamente su smartphone, tablet e lavagne digitali interattive di qualità cinematografiche per riunioni e presentazioni di chiunque e dovunque nel mondo.
Matteo Masi ha infine notato come in realtà la digitalizzazione sia già presente e all’Industry 4.0 tocchi gestirla nel migliore dei modi attraverso l’interconnessione: «Le reti di fabbrica sono frammentate, spesso separate da firewall, con un PLC che possono avere 3-4 mila variabili, quindi è complicato farle comunicare per estrarre dati». Per favorire questa interconnessione, Cisco propone un’offerta a tre strati: una Architecture 4.0 alla base (con 3 componenti di Factory Network, Factory Wireless e Factory Security) su cui poggiano 7 soluzioni applicative e quindi la vetta di Analytics e Business Intelligence. Le soluzioni applicative riguardano Factory Mobility, Smart Logistic, Physical Safety e Security, Factory Collaboration, Connected R&D, Connected Machine / Products e Pervasive Computing & Data Virtualization, che è interessante perché, ha concluso Masi, «Rappresenta la “riscossa” dell’hardware: ci si è resi conto che non si può fare tutto in cloud, per cui Cisco ha introdotto capacità computazionale direttamente nella rete, il più vicino possibile a impianti e macchinari».